mercoledì 7 settembre 2016

Passante di Bologna: domande e alternative


La tangenziale di Bologna e l'A14 nel tratto Roveri - San Donato

















Si apre questa sera a Bologna un "confronto pubblico" che tale non è.
Perché, come è stato ripetuto ovunque, prevede solo il "come" fare e non il "se" fare una grande opera destinata a segnare (e compromettere) il futuro della Città (e la sua sostenibilità ambientale).
Non è il caso di ripetere, cose dette e ribadite (su questo blog).
Ma è forse utile insistere su alcune domande che ancora non hanno trovato risposta da parte dei sostenitori del Passante in Bologna: Merola, Bonaccini e Renzi, innanzitutto, ma non solo.
E ribadire proposte alternative di governo, che ancora non sono adeguatamente considerate per i loro effetti positivi.
Le domande.
1. In ragione di quali dati scientifici si sostiene che è sopportabile per Bologna, per la sua area metropolitana e per i cittadini residenti un maggiore traffico di automezzi privati (camion ed auto) sulla potenziata grande arteria stradale ed autostradale che attraversa territori già in grave sofferenza ambientale? Sono disponibili e consultabili rilevamenti e studi sulla situazione in essere circa i diversi inquinanti (biossidi, polveri fini, ...) che compromettono la salute delle persone? Interessante al riguardo un articolo pubblicato, proprio oggi, su la Repubblica. La scienza.
2. In base a quali previsioni demografiche e di traffico (per gli anni 2020-2040) si decide, oggi, questo consistente ed impegnativo investimento per il paese, le istituzioni, i cittadini e le imprese?
Esistono analisi e studi sulle dinamiche tra i diversi sistemi di mobilità possibili e in competizione?
3. Quali effetti si prevedono nei prossimi decenni sui flussi di spostamento di persone e merci da, per e in Bologna conseguenti alle innovazioni tecnologiche ed alla annunciata realizzazione di un moderno ed efficiente Servizio Ferroviario Metropolitano e di un adeguato e rivisto Servizio di trasporto pubblico?
4. Perché anteporre e non posporre questa grande opera stradale ed autostradale ad un Progetto territoriale ed urbanistico che il Sindaco di Bologna ha detto deve essere prossimamente adeguato?
Quasi si trattasse di partire nella progettazione di futuro da una (discutibile) infrastruttura di servizio, anziché dai bisogni primari dell'ambiente e delle persone.

Le alternative.
1. Investire risorse umane e finanziarie (pari a quanto previsto per il potenziamento di tangenziale ed A14) e concordare tempistiche stringenti e definite (pari a quanto fatto sul Passante di Mezzo) per il completamento, l'integrazione ed il funzionamento efficiente del SFM e di TPER. Un sistema che, realizzato ed a regime, potrà cambiare abitudini, tempi e preferenze nella vita e nella mobilità delle persone che vivono, lavorano e studiano a Bologna.
2. Completare i percorsi stradali previsti nella Pianificazione comunale e provinciale antecedente i Progetti di Passante Nord e di Mezzo. A partire dalla trasversale di pianura.
3. Assicurare una costante manutenzione delle strade statali, regionali e locali, per favore la sicurezza di cittadini ed automobilisti e, conseguentemente, il loro normale pieno utilizzo.
4. Favorire reti di percorsi ciclabili e/o pedonali protetti e, preferibilmente, distinti dalla viabilità ordinaria su tutto il territorio cittadino e provinciale, al fine di incentivare spostamenti non inquinanti, in particolare per studenti, lavoratori e cittadini che debbono percorrere tratti di breve e media distanza (che risultano quelli maggioritari).

Senza dati, studi e previsioni seri e attendibili; senza realizzazioni e sperimentazioni di questi impegni da tempo annunciati e mai completati o concretizzati, pare davvero difficile convincere non solo il Coordinamento dei Comitati, bensì la maggioranza dei bolognesi e dei cittadini della bontà del Passante di Mezzo.
Del resto anche il voto del giugno scorso non ha fornito la maggioranza dei consensi a partiti e coalizione che hanno messo in conto questa brutta e vecchia grande opera.


15 commenti:

  1. Le domande saranno ascoltate, le risposte saranno generiche, le decisioni sono prese, le alternative non sono praticate.
    Ale

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    1. Dici moltissime verità. Spero non tutte.
      Diciamo che dipende anche da noi. Almeno in parte.
      Gianni

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  2. Domande e alternative condivisibili.
    In più.
    Perché non vengono installati subito rilevatori fissi per i maggiori inquinanti? Bologna ne conta solo due.
    Perché non c'è ancora un impegno diretto a valutare diverse ipotesi delle autorità sanitarie ed ambientali pubbliche preposte?
    Qui la Società Autostrade propone, analizza, finanzia e dispone.
    Che fanno le Istituzioni locali?
    Appaltano senza alternative e concorso pubblico?
    DG

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    1. Preciso un mio pensiero (scritto a tarda ora).
      Volendo una domanda al Sindaco.
      Perché non c'è ancora un impegno diretto da parte delle autorità sanitarie ed ambientali pubbliche preposte (AUSL, ARPA, ...) a valutare le diverse ipotesi progettuali (Passante di mazzo, Passante nord, nessun Passante e SFM, Passante sud)?
      DG

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    2. Considerazioni opportune. Anche partecipando al "confronto pubblico" nelle prime serate si ha la percezione che a condurre le danze di una operazione prevalentemente propagandistica e di immagine sia Autostrade SpA.
      Abbastanza defilato il ruolo delle Istituzioni. Assente la Regione. Presente e tendenzialmente "in ascolto" l'Assessore (Sindaco) Irene Priolo. Spesso imbarazzante Presidente di Quartiere San Donato - San Vitale.
      Le "sfide a Renzi" (come titola il Corriere di Bologna) "per i mancati finanziamenti ai Comuni", Merola le dovrebbe costruire sul campo, sui contenuti e con i cittadini.
      Altrimenti restano chiacchiere di mezza estate.
      Distanti dai problemi e dal popolo.
      Gianni

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    3. Dimenticavo. Irresponsabilmente non coinvolti ARPA, AUSL e personalità del mondo medico, scientifico e della ricerca.
      Così da dovere ascoltare le benevoli risposte alle forti critiche di carattere ambientale e sanitario al Progetto di Autostrade da competenti dirigenti e ingegneri che hanno progettato l'opera. Come dire, ecco cos'è il conflitto di interessi.
      Gianni

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  3. Ora ci fanno discutere.
    Ma siamo liberi di decidere?
    Mario C.

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    1. Vediamo. Ora dipende anche da tutti noi. Molti cittadini si confrontano e si battono.
      Nulla è scontato. Ma guai rinunciare alla lotta ed al governo.
      Gianni

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  4. I Comitati chiedono al Comune e alle autorità competenti:

    1. la sospensione immediata dell’accordo del 14 aprile tra Comune, Regione e Ministero dei Trasporti al fine di consentire di ricondurre il progetto di riorganizzazione della mobilità nell’area metropolitana di Bologna nell’alveo della consolidata prassi PIANIFICAZIONE-PROGRAMMAZIONE-PROGETTAZIONE-REALIZZAZIONE;

    2. la revisione e aggiornamento degli atti di pianificazione in approvazione da parte della Regione ed in particolare del PRIT 2025 e del PAIR (Piano dell’Aria), con inserimento all’interno della documentazione predisposta di tutte le possibili soluzioni al problema della viabilità stradale del nodo di Bologna, individuate attraverso un CONCORSO INTERNAZIONALE DI IDEE;

    3. la riapertura del processo di partecipazione pubblica sul PRIT 2025 da parte della Regione e predisposizione, all’interno del processo, di un focus puntuale sulla mobilità dell’intera area metropolitana bolognese. Si rammenta che il processo partecipativo sul Piano in questione si è concluso nel lontano 1 ottobre 2011, e ha riguardato un documento, il documento preliminare del PRIT 2010-2020, che non contemplava assolutamente il cosiddetto “Passante di Mezzo”;

    4. l’avvio di un programma di monitoraggio lungo l’intero asse autostrada/tangenziale per verificare il reale stato della qualità dell’aria ed in particolare i superamenti giornalieri dei limiti massimi consentiti per PM 10, PM 2.5, NOx e O3,nonché i livelli di rumore e di vibrazione.

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    1. Mi sembrano tutte proposte ragionevoli, da accogliere e da sostenere.
      Altro che fronte del no, come qualcuno dice e scrive.
      Gianni

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  5. Sicuri che il progetto in discussione non sia una occasione da cogliere?
    Sicuramente meglio del Passante Nord, più impattante.
    Sicuramente meno invasivo del Passante Sud che qualcuno vorrebbe.
    Insomma non si può migliorare?
    F. Casagrande

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    1. Una occasione?
      Sicuramente per discutere di Bologna, della sua organizzazione, del suo governo, di mobilità delle persone e delle merci.
      Penso però che si poteva partire meglio. Sulla base di altre priorità. Di conversione ecologica dello sviluppo. Non di vecchi riesumati progetti degli anni '80 del secolo scorso.
      Gianni

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  6. Il fatto è che oggi in tangenziale non si procedeva, in città lunghissime code, i viali intasati ...
    s.

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  7. Ho letto il post successivo.
    Non si può fare come a Bari o a Roma?
    Li le autostrade finiscono all'entrata nelle aree urbane.
    Cosi invece di allargare si possono usare tutte le corsie per il traffico passante. Se è intenso quello sulla tangenziale si fluidifica usando le corsie oggi autostradali e viceversa.
    Mi pare una razionalizzazione e un risparmio. O no?
    Billi

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  8. Tram, Metro, Civis, Passante in città e Soprelevata per l'Aeroporto.
    Ma quando ne azzeccano una in Comune di Bologna?
    Nik

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